Percorsi nella nebbia

Ispirato dalla poesia di Giovanni Pascoli "Nebbia" propongo in questo articolo quattro "miei" anelli di cammino adatti anche alla corsa leggera che diventano assai più intriganti quando c'è, appunto, un manto di nebbia, non raro, nella zona alpina in cui vivo. Lecco, denominata qualche anno fa "Città della Montagna", dove convivono grandi storie di alpinismo e una cultura trasversale di carattere più "popolare", dà modo a chi la attraversa di percorrere sentieri di ogni genere. 

Ho scelto quattro possibilità, che reputo adatte a tutti e che normalmente suscitano emozioni davvero uniche, sia per il tipo di paesaggio, che per gli elementi ricorrenti che li caratterizzano.

"Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l’alba,
da’ lampi notturni e da’ crolli
d’aeree frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch’è morto!
Ch’io veda soltanto la siepe
dell’orto,
la mura ch’ha piene le crepe di valerïane.
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch’io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,che dànno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.
Nascondi le cose lontane
che vogliono ch’ami e che vada!
Ch’io veda là solo quel bianco
di strada, che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane…
Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch’io veda il cipresso
là, solo, qui, solo quest’orto, cui presso
sonnecchia il mio cane".

Anello "Annone"

Anello a tre punte, che sfiora le sponde del lago di Annone, un bacino idrico molto caratteristico dell'area lecchese, conosciuto per le penisole che tentano di baciarsi a metà del lago ma che non riescono ad incontrarsi. Amato da pescatori, ciclisti e corridori per allenamento e attività agonistiche, è caratterizzato dalle nebbie date dall'alto tasso di umidità e che ne fanno un luogo estremamente suggestivo, frequentato altresì da fotografi e artisti.

Anello "Ballabio"

Anello con un "corno" a nord ovest, che va a toccare le pendici della Grignetta (o Grigna Meridionale) e che si sviluppa in obliquo andando a conferire una certa caratterizzazione rispetto al dislivello, va a proporre una serie di angolature e possibilità di viste che in caso di nebbia diventano surreali. E' un percorso di media montagna ma che sfiora la parte alta dei rioni lecchesi, non a caso riassunti nell'espressione "Lecco Alta" e che sale a Ballabio, crocevia tra la città e la Valsassina, "scollinamento" apprezzato dai più romantici e che permette anche scatti fotografici di grande suggestione. Il sentiero accarezza a ovest il conosciutissimo Monte Resegone.

Anello "Magnodeno"

Caratterizzato da un disegno che va a sfiorare la bergamasca, guardando a est verso Erve, l'anello del Magnodeno si posizione alla fine di Lecco, muovendoci già verso la provincia di Bergamo che si nota oltre le tipiche nebbie che salgono sul Magnodeno dalla conca di Vercurago sempre appartenente al Lago di Lecco. Un'area umida, contraddistinta da grandi noccioli e castagni, protagonisti di un sentiero che rimane spesso secondario alle grandi passeggiate lariane ma che non ha nulla da invidiare a percorsi di media montagna più conosciuti.

Anello "Barro"

Tondeggiante e delineato morfologicamente su un "sali-scendi", l'anello del Monte Barro penso che dei quattro sia assolutamente il più divertente. Anche lui non scampa alle nebbie, siano essere provocate dal lago di Lecco, nell'insenatura di Garlate, o portate dal vento che dal lago di Annone va alla cima del Barro per poi scendere nel parco Adda Nord. Questo percorso è adatto ad ogni stagione e ad ogni piede che lo voglia percorrere, senza nessuna difficoltà, anzi. Vi si incontrano famiglie, solitari in cerca di ispirazione, agonisti alla conquista del proprio tempo.

Per ascoltare "Nebbia" di Giovanni Pascoli